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L' Ecomuseo della castagna di Nomaglio

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"L'Ecomuseo è uno strumento che una pubblica amministrazione e una popolazione concepiscono, costruiscono e insieme gestiscono. L'amministrazione pubblica con gli esperti, le facilitazioni, le risorse che può fornire. La popolazione in base alle sue aspirazioni, alle sue conoscenza, alle sue capacità di approccio. É uno specchio nel quale la popolazione si guarda, per riconoscervisi, dove essa cerca i valori fondanti del territorio al quale è legata, unitamente alle popolazioni che l'hanno preceduta, nella discontinuità e continuità delle generazioni. Uno specchio che essa porge ai suoi visitatori per farsi meglio comprendere nel rispetto del suo lavoro, dei suoi comportamenti, della sua intimità.

É un museo dell'uomo e della natura: l'uomo è interpretato nel suo ambiente naturale, la natura nel suo stato originale ma anche in quello in cui la società tradizionale e quella industriale l'hanno modificato per i propri fini. É un museo del tempo, da quello in cui l'uomo non era comparso, attraverso la preistoria e la storia fino all'età contemporanea.  Con un'apertura al futuro, senza tuttavia che l'ecomuseo assuma una funzione decisionale, ma giocando un ruolo di informazione e di analisi critica. É un museo dello spazio.  Di spazi privilegiati dove sostare, camminare. É un luogo di conservazione, nella misura in cui permette di preservare e valorizzare un patrimonio culturale e naturale di quella specifica comunità. É un laboratorio in cui sperimentare teoria e pratica con lo studio del passato e del presente della collettività e dell'ambiente, favorendo la formazione di specialisti in entrambi i settori in sintonia con le strutture esterne di ricerca. É una scuola, che sollecita la formazione di specialisti interessati alla comunità e al suo ambiente stimolando gli abitanti a una più corretta gestione del loro futuro."

 

Georges Henri Rivière


L'ECOMUSEO DELLA CASTAGNA DI NOMAGLIO L'amministrazione comunale di Nomaglio ha avviato dal 1996 un progetto mirante al recupero ed alla valorizzazione delle testimonianze di cultura materiale presenti sul suo territorio. In questo ambito, si inserisce la realizazione di un ecomuseo dedicato alla coltura del castagno da frutto, che in queste zone montane, fu per secoli un vero e proprio albero del pane , dal quale si ricavò ogni possibile beneficio. 
Il paese, i boschi, i castagneti, le mulattiere, l'essicatoio, il mulino, sono i tasselli di uno specchio in cui la comunità di Nomaglio si riflette per riconoscersi, per cercare i valori che l'hanno fondata e dallo specchio, sulla base dei valori fondanti, si proietta nel futuro.

 


IL PERCORSO ECOMUSEALE


 

L'Ecomuseo della Castagna di Nomaglio è quindi, a differenza di altri, un ecomuseo all'aperto, il cui tema è il territorio; si tratta di un percorso di visita all'ambiente del castagneto da frutto ed alle attrezzature necessarie alla lavorazione del prodotto castagna. Nel punto di partenza è apposto un pannello dell'intero percorso e sono a disposizione le mappe dello stesso. Lungo tutto il percorso, un'adeguata segnaletica indica la direzione e appositi pannelli segnalano e descrivono i punti più caratteristici. Così il visitatore, partendo dal paese, può percorrere il sentiero dell'Ecomuseo soffermandosi ad osservare la fontana del Burnel, un masso inciso, i castagneti, le mulattiere, un lavatoio, il panorama, la cà d'la grà (l'essicatoio), una baita, l'area dimostrativa di coltivazione del castagno, i boschi, le cappelle votive, per arrivare al Vecchio Mulino ad acqua, con macine in pietra che è stato rimesso in funzione e, macinando castagne essiccate, produce farina di castagne. 

Si percorrono a piedi mulattiere antichissime fin nella parte più alta del paese dove si incontra l'area dimostrativa comunale in cui alcuni castagni ormai inselvatichiti sono stati ritrasformati in castagni da frutto in via sperimentale. In tale area sono inoltre esposte la maggior parte delle cultivar presenti sul territorio di Nomaglio. Il percorso è rivolto a tutti coloro che amano spostarsi a piedi e godere di un ambiente naturale di grande bellezza unito ad un interesse culturale legato alle produzioni storiche del territorio. Il percorso per essere apprezzato in pieno, necessita circa di due ore di tempo, il dislivello coperto è di circa trecento metri. L'accessibilità del percorso ai portatori di Handicap si limita alla struttura del mulino. La stagione migliore di visita è l'autunno, tra metà ottobre e fine novembre: la seconda metà di novembre è meravigliosa per godere dei mille colori dell'autunno. Anche la primavera e l'estate sono considerati due periodi meravigliosi per godere delle fioriture e del verde nuovo delle foglie. Il percorso si appoggia ad una grande struttura coperta chiamata Salone dell'Ecomuseo, in cui si organizzano periodicamente eventi, feste o semplicemente si ospitano i gruppi in visita per il pranzo o le scolaresche che devono realizzare i laboratori di complemento alle uscite didattiche.

 

 

PIANTINA DEL PERCORSO:


 

 

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NODI DI INTERESSE:



I CASTAGNETI SECOLARI

castagneti_copia La vera ricchezza dell'ecomuseo sono i castagneti da frutto secolari. 
Si tratta di terrazzamenti, sostenuti da muretti a secco, coltivati da secoli a castagneto da frutto, le cui varietà sono principalmente Selva Rossa e Nera e Grignola. I castagneti sono interessanti oltre che dal punto di vista produttivo e didattico anche dal punto di vista paesaggistico per la loro maestosità. E' così possibile godere della presenza di monumenti della natura, ormai rari per bellezza e conservazione.

 


IL MULINO


 

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Il mulino di Nomaglio, insieme ai castagneti da frutto, è il fulcro dell Ecomuseo della Castagna.
Si tratta di un mulino ad acqua, usato in passato per la macina delle castagne essiccate e delle granaglie, situato sulle sponde del rio detto delle Sabbionere o San Germano.
Caduto in abbandono è stato restaurato nel 1996 a carico dell' amministrazione comunale.
Ad oggi nel mulino si macinano castagne secche a scopo dimostrativo per i visitatori dell Ecomuseo. La presenza del mulino è documentata dal 1715, ma è lecito pensare che la comunità si fosse dotata di tali strutture da tempi ben più remoti.  
Il meccanismo a turbina, che nel 1881 sostituì il vecchio, è stato restaurato e reso funzionante, alimentato ancora dalla Roggia del Mulino, costruita nel secolo scorso, che confluisce le acque nella vasca di raccolta. Una macina ed una tramoggia sono state pulite e restaurate per rimanere a testimonianza del passato. L'altra tramoggia è stata ricostruita e la seconda macina è stata rimessa in funzione a scopo didattico per la macinazione delle castagne essiccate. Nella stessa stanza oggi sono posti un ceppo e il sacco dentro al quale le castagne venivano battute sul ceppo per liberarle dalle bucce ormai secche. Tra gli altri oggetti esposti c'è il cestino dalla forma particolare che serviva per separare, scotendole, le castagne bianche dagli ultimi residui di buccia. Nella stanza del mugnaio è allestita la mostra fotografica che testimonia il lavoro di restauro ed illustra il funzionamento del mulino.

 


 

L'ESSICATOIO: LA CA' D'LA GRA'


 

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A Nomaglio la "cà d'la grà"  è una piccola rozza costruzione in muratura: quattro muri in pietra, un tetto in lastre di pietra (lose) e un graticcio, che ne divide lo spazio verticale in due, la grà, sul quale vengono sistemate le castagne per essere seccate. Le castagne fresche infatti si conservano per qualche settimana dopodichè vengono attaccate da insetti, muffe ed altri agenti che le rendono inutilizzabili per l'uomo. E  necessario pertanto o trasformarle in conserva o essiccarle. Il metodo più usato a Nomaglio, sin dal passato, era l'essiccazione poichè garantiva il risultato migliore con il minor lavoro (soprattutto nella fase di decorticazione) e la maggiore versatilità del prodotto finale. La durata dell'essiccazione variava dai 20 ai 30 giorni. 

 


I RIPARI PER LE FOGLIE: LE BENNE

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Le foglie secche del castagno in passato venivano rastrellate e raccolte nella benna , piccola casetta che aveva il compito di conservarle asciutte ed arieggiate. Esse venivano utilizzate come lettiera nelle stalle. La raccolta delle foglie produceva come risultato un sottobosco pulito, adatto al pascolo degli animali, favorevole alla crescita dei funghi risultando al tempo stesso una utile prevenzione contro gli incendi.

 


L'AREA DIMOSTRATIVA SPERIMENTALE


area_dimostrativa2 La Comunità Montana "Dora Baltea Canavesana" nell'ambito del progetto di recupero e valorizzazione dei castagneti  iniziato nel 1997, ha realizzato a Nomaglio un'area dimostrativa sperimentale dove è possibile visitare un castagneto oggetto di recupero con potature fitosanitarie, innesti e nuovi impianti. L'area costituisce inoltre un campo di coltura di "marze" per favorire gli innesti.

 

 


PUNTO PANORAMICO


 

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L'antica mulattiera che unisce i luoghi di interesse dell'ecomuseo É caratterizzata da punti panoramici di incredibile bellezza. La posizione rialzata, a balcone sulla pianura padana, permette di vedere dall'alto gran parte del Piemonte, le Alpi Occidentali e le Alpi Liguri, le colline del Monferrato e l'intero Anfiteatro Morenico di Ivrea. Per un particolare fenomeno di inversione termica dovuto alla stagione autunnale, spesso è possibile ammirare il mare di nuvole sulla pianura, fenomeno che simula il grande ghiacciaio balteo, ghiacciaio che ricopriva la pianura prima della comparsa dell'uomo. Per lo stesso fenomeno spesso si può godere di una splendida giornata di sole tiepido mentre in pianura si è immersi nella nebbia.

 

 

 

IL SALONE DELL'ECOMUSEO


 

É stato realizzato attraverso il P.I.A. "Pays-sages", quale intervento in over booking a completamento dell'area attrezzata del mulino, il recupero di un fabbricato come spazio espositivo di 150 mq.. Il Salone dell'Ecomuseo ospita in forma permanente la documentazione fotografica e illustrativa che riguarda l'ecomuseo, costituisce il punto di partenza delle visite che si concludono poi al mulino e vi si svolgono parte delle attività didattiche rivolte alle scolaresche. É stato allestito un palcoscenico con adeguato impianto luci, audio e video e viene quindi utilizzato anche come teatro e cinema. É stato anche realizzato un intervento di ristrutturazione per la realizzazione di una cucina-laboratorio per la preparazione di prodotti a base di castagne.

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 28 Settembre 2012 08:52 )
 

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